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Cinema

26 luglio 2012

[Ventagli] Il Tempo dei Gitani, di Emir Kusturica

dom_za_vesanje

TAGLIO V

Chissà se Emir Kusturica, quando ha girato questo suo terzo lungometraggio, aveva in mente la rocambolesca famiglia pugliese/romana capeggiata da un istrionico Nino Manfredi in Brutti, Sporchi e Cattivi (1976): le scene iniziali de Il Tempo dei Gitani (Dom za Vesanje, 1988), dove ci vengono presentati i protagonisti delle vicende, rom abitanti di fatiscenti baracche, ricordano tanto i personaggi grotteschi, i tuguri sporchi e sovraffollati, le borgate romane ormai isole tra le palazzine in costruzione inquadrate da Ettore Scola in uno dei suoi film più amari e crudi, nonostante la vena comica.

Kusturica parte dai suoi balcani e racconta le avventure picaresche di Perhan (Davor Dujmovic), che da un piccolo paese in una Jugoslavia oramai dissolta, arriva in Italia, affidato dalla madre ad Ahmed (Bora Todorovic), nulla più di un trafficante di esseri umani, che lo inizierà al mestiere di ladro e truffatore, in una Milano suggestiva, raramente presentata nella sua faccia più sporca sugli schermi cinematografici.

La manciata di minuti che vi proponiamo per questa quinta puntata di Ventagli riguarda il sogno che il ragazzo fa quando è ancora a casa, un viaggio onirico dove prendono forma i suoi desideri: Perhan è sulle rive di un fiume, insieme ad Azra (Sinolicka Trpkova), di cui è innamorato; la madre li guarda da lontano, piangendo; sullo sfondo un turbinio di luci, petali, persone. Sono i festeggiamenti di Djurdjevdan, la festa serba in onore di San Giorgio, che sancisce anche l’inizio della primavera.

Questo momento di rara potenza e poesia, riassume bene l’intero respiro del film, immaginifico, malinconico, duro;  reale e visionario al tempo stesso. La festività di San Giorgio in area balcanica prende anche il nome di Ederlezi, e una canzone popolare omonima usata solitamente in occasione dell’evento è stata “codificata” da Goran Bregovic e usata proprio per accompagnare questa scena. Inutile dire quanto spessore apporti al momento la musica magica dell’artista bosniaco, nato a Sarajevo quattro anni prima di Kusturica.

Il regista, prima delle riprese, ha trascorso due mesi in una comunità rom di Skopje, dove ha scelto, come suo solito, attori non professionisti per il cast del film. Ljubica Adzovic, che impersona la madre di Perhan, sarà scelta anche per Gatto Nero, Gatto Bianco (1998), pellicola puramente comica, trionfo di folli famiglie gitane, dedite all’alchol, al gioco d’azzardo e alla vita.

Una curiosità: il titolo originale, Dom za Vesanje, significa “roulotte”.

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