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Letteratura

19 giugno 2012

Premio Strega: Piperno torna sul “fuoco amico dei ricordi” con Inseparabili

alessandro_piperno

A distanza di dodici anni dal suo esordio letterario, Proust Antiebreo, e a sette anni da Con le Peggiori Intenzioni, in cui si parlava di un’altolocata famiglia di origine ebraica, Alessandro Piperno torna con un nuovo libro che, sorpresa, inquadra la vita di una famiglia ebraica della Roma da bene.

Dato che squadra che vince non si cambia, ecco il proseguimento delle vicende della famiglia Pontecorvo, protagonista del libro precedente, Persecuzione, che con Inseparabili costituisce il dittico dal nome Il Fuoco Amico dei Ricordi.

Li avevamo lasciati così: Leo Pontecorvo, medico ebreo romano sposato con Rachel, ebrea a sua volta, viene accusato di aver molestato la fidanzatina dodicenne del figlio Samuel. Umiliato dall’infamante calunnia, il capofamiglia si ritira nello scantinato nel quale morirà tredici mesi dopo, affogato in dieci centimetri di acqua piovana.

Inseparabili ci fa reincontrare Samuel e il fratello Filippo, ormai intorno alla quarantina e alle prese con le loro vite adulte: Filippo, in seguito alla proiezione al festival di Cannes di un cartoon da lui disegnato, fa i conti con il successo, con le minacce di un gruppo di fondamentalisti islamici e con una moglie nevrotica e invidiosa, ex ragazza di Non è la Rai, ora attrice di soap. Samuel è un uomo che ha appena mandato a monte la sua carriera, che ha problemi di impotenza, una futura moglie comprensiva e condiscendente (che si sta convertendo all’ebraismo) e un’amante (affascinata dal suo essere ebreo) con cui condivide abitudini intime poco ortodosse.

I due fratelli, che in uno slancio di originalità vengono paragonati agli inseparabili – “Come i pappagallini che non sanno vivere se non sono insieme. Come i buffi e pennuti supereroi ritratti nel primo fumetto che Filippo ha disegnato con la sua matita destinata a diventare famosa” - vivono le loro vite parallelamente, mantenendo il legame stretto ma algido di chi ha condiviso un’infanzia inquieta.

Insomma, tra una festa ebrea e l’altra, il romanzo affronta temi drammatici come la morte di Leo Pontecorvo, l’infangante insinuazione delle molestie su una ragazzina, un matrimonio congelato nell’incomunicabilità; ci racconta il disastroso rapporto tra Filippo e la moglie e i dettagli dell’insoddisfacente vita amorosa di Samuel. Tutto questo, però, narrato sotto una luce tragicomica e surreale che ricorda le atmosfere di Pennac nella sua saga familiare, il ciclo Malaussène.

A una prima occhiata, l’eterno ritorno del tema “essere ebrei oggi” – onnipresente in qualsiasi cosa scritta da Piperno (probabilmente sms, lista della spesa e conversazioni in chat compresi) – può insinuare il sospetto di trovarsi davanti all’ennesimo libro che si propone di documentare la difficile condizione di una minoranza all’interno di un mondo che blabla. Ma ci si sbaglia: la prosa scorrevole, l’ironia e la leggerezza con cui tutta la vicenda viene raccontata rende Inseparabili una piacevolissima opera di puro e trasparente intrattenimento.

Niente letteratura come veicolo di un’ideologia, niente Piperno per il sociale, niente scrittura come mezzo di tormentata introspezione, niente infuocati racconti di denuncia. Un libro bello. Una storia ben raccontata, un romanzo avvincente e simpatico.

Piperno è candidato a vincere il Premio Strega di quest’anno. Se a lui fa piacere entrare nella scuderia della Fondazione Bellonci, noi glielo auguriamo.

p.s. Ludovica, l’amante di Samuel, viene paragonata con entusiasmo all’affascinante Annie Hall, protagonista dell’omonimo film di Woody Allen. Ripeto, Woody Allen.

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Valeria Viola





 
 

 
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One Comment


  1. Paul Klee

    SPLENDIDA recensione, davvero



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