Dopo La Colpa, di Lorenza Ghinelli e Qualcosa di Scritto, di Emanuele Trevi, arriviamo al terzo appuntamento con i candidati al Premio Strega 2012.
Roma. Roberto è un maresciallo dei carabinieri temporaneamente fuori servizio. Passa intere giornate in uno stato di apatia quasi totale, in attesa dei soliti lunedì e giovedì pomeriggio, giorni in cui ha appuntamento con lo psichiatra. Sta cercando di tornare a vivere una vita normale, perché molti, lui compreso, pensano che sia impazzito, in seguito a una vita passata a indossare facce diverse, infiltrato nelle organizzazioni criminali. Ma per “guarire” il dottore lo spinge a scavare nel passato, in un mare di ricordi dove Roberto non vorrebbe reimmergersi.
Giacomo, invece, è un ragazzino che sogna spesso un cane, un pastore tedesco che gli fa da guida e inizia a suggerirgli cosa fare, e magari anche come ritrovare il padre che non c’è più. Roberto intanto incontra Emma. Finalmente un contatto che risveglierà pulsioni seppellite e che innescherà dei cortocircuiti emotivi fondamentali nel recupero dell’uomo che era.
Gianrico Carofiglio si candida allo Strega con questo romanzo, Il Silenzio dell’Onda. Il titolo fa riferimento alla passione da bambino del protagonsita, che faceva surf in California, e alla totale assenza di punti di riferimenti che si ha quando si viene sommersi dall’onda, sensazione descritta durante uno dei colloqui tra il protagonista e il dottore.
Un bel romanzo, ché da quando il magistrato, ora anche senatore del Pd, ha iniziato la sua fortunata carriera di scrittore, ha centrato parecchie volte il bersaglio. Che racconti le vicende dell’avvocato Guerrieri (personaggio seriale dei suoi legal thriller), o che parli della storia di un maresciallo alla ricerca di identità ed equilibrio, la prosa scorrevole di Carofiglio si distingue per una grande scorrevolezza che fa volare il lettore al finale del racconto.
Una prosa piana e scorrevole, che solo in pochi casi, ben scelti, si lascia trascinare da un certo lirismo, per poi tornare subito a seguire lo scorrere degli eventi. Ma il magistrato riesce a imbrigliare il lettore anche con altre armi, e in particolare ne Il Silenzio dell’Onda, con un lento disvelamento che scopre i protagonisti poco alla volta e non ne spiattella dall’inizio le storie, il passato. Fa da sfondo una capitale lontana dal caos, a tratti dormiente.
Un bel romanzo.
Se poi vogliamo riprendere quanto già scritto a proposito dello Strega, sul fatto che dovrebbe rappresentare la letteratura più alta espressa in Italia, il discorso si complica. Il Silenzio dell’Onda, paragonato anche a recenti vincitori del Premio, non sfigurerebbe, anzi. Ma senza tirare in ballo i soliti Moravia, Flaiano, Morante, La Capria, basta scorrere l’albo per osservare che più ci si avvicina ai giorni nostri, più dalla letteratura alta precipitiamo verso qualcosa di poco originale, modesto, quando non commerciale. Per non parlare di lavori che restano fuori dal Premio perché non firmati da editori di rilievo. Ne riparleremo a manifestazione conclusa.
Il 13 giugno conosceremo i nomi della cinquina finale, e Carofiglio entrerà nella cerchia ristretta con grosse probabilità, sebbene già in molti scommettono sulla vittoria di Alessandro Piperno.
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