Review
Microtraumi è un album segnalatoci da Scara, giovanissimo (ci pare di capire) onemanband emergente emiliano.
Il lavoro è costituito da 7 brani che, come segnalato nelle note di copertina, sono interamente stati registrati nella cameretta dell’autore. La qualità della pasta sonora è tutto sommato discreta e passabile se si considera il prodotto come vero frutto indipendente. I problemi sono altrove.
Sempre tra le ricche note di copertina Scara deludica l’ascoltatore sul titolo del CD: per microtraumi si intendono i piccoli e grandi avvenimenti che hanno costruito e sviluppato un rapporto conflittuale tra l’autore e chi gli sta intorno.
A primo acchito si potrebbe tradurre la cosa come la solita storia del liceale un po’ depresso, che ha problemi con amici e donne e stenta a sentirsi figo. E tutto sommato non si spara poi così lontano. E’ lo stesso autore a confermarcelo descrivendo la sua situazione come quella di uno stereotipo di persona ben definito: il nonfigo.
Insomma benvenuti nel nuovo lavoro che ci illustra il pessimismo cosmico post addolescenziale.
Il ragazzo ha anche le sue doti. L’intro sospesa di Non molto loquace non è stupida. I vari riff che girano sono carichi e vividi. In contesti ben arrangiati e suonati farebbero il loro effetto.
La cavalcata de La guerra dei mondi, con i primi accordi che sembrano rubati un po’ ai Nirvana, attacca decisa.
Le linee melodiche pure sono vivaci e funzionerebbero per un buon punk da high-school ma si scontrano col principale problema dello Scara: il canto. Non va, c’è poco da nascondere. La banale L’amica del cuore ce lo conferma insieme ai (molto mal) tentati turbinii vocali di Ti sto idealizzando. Diversamente amabile sono dei piccoli Radiohead assai stonati che suonano nella piccola camera di una piccola casa di una piccola periferia italiana. Sottosuolo potrebbe filare egregiamente in un telefilm americano dove i bulli prendono in giro nonfigo di turno, peccato per la voce.
Le liriche sono in generale discutibili ma rispecchiano la sopracitata filosofia dell’autore.
Un lavoro totalmente immaturo ma sviluppato da un’anima che, si avverte, ha davvero potenzialità espressive. Dovrà solo capire cosa dire e in che maniera.
Qui il bandcamp dove è possibile scaricare il disco.
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