Review








I VerdeIride sono una giovane band, composta da musicisti ancora più giovani, a tratti al di là della giovinezza.

Nascono nel 2008 da un’idea di Dylan Iuliano, quella di dover ridere.  Nell’estate 2009 la band s’imbatte  nel suo primo viaggio con Mood Disorders, un disco autoprodotto, la cui vena creativa a mio modesto parere dovrebbe far riflettere  qualche  produttore discografico a investire sul progetto.

In Green Fluorescent Protein si può avvertire la eco dello stile di Bleach, mentre la lenta Atmosferic Fuzz World con il suo riff circolare, è un claustrofobico pezzo alternative con buone chitarre atmosferiche nel finale. Ma la vera perla  è Psychonauts, un viaggio disordinato all’interno di due menti che si deridono  e che con consapevolezza nichilista si annientano a vicenda; sembra palese  l’ispirazione barrettiana, anche se l’autore ha dichiarato di non aver ancora ascoltato Syd Barrett ai tempi in cui lo compose. Hypnotical Butterfly Lost in the Hydrosphere ha un retrogusto stile Blur, potente e decisa lagna psichedelica, che riporta l’ascoltatore fuori dallo stato d’animo disordinato.

Di stampo diverso il secondo ep, cantato (e suonato!) in italiano. L’Ansia delle Fragole (2011), registrato in presa diretta, è un lavoro sicuramente più maturo, ma che sembra perdere quel disordine – marchio  di fabbrica della  band – per chiudersi in una spirale alternative che penalizza l’estro creativo. È la struttura noise a reggere in qualche modo il confronto con il primo ep,  unita  alle chitarre atmosferiche che fluttuano, questa volta, in un mondo sonoro fin troppo ordinato. Discreta  la struttura dei pezzi dove spicca l’eleganza  del giovane batterista Giovanni Fallarino, ordinato, potente, pulito.

Nell’inverno del 2012 Marallo e Chirico abbandonano il gruppo e al basso subentra Verena Rizzo, con la quale i VerdeIride iniziano la scrittura del primo disco, Amnesie e Memorie dal Sottosuolo.

Qui il sito ufficiale del gruppo.

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James Fiorentino