Review
Beg for More è il nome del lavoro d’esordio dei Modern Blossom, duo nato nel 2011 a metà strada tra new-dark wave ed electro-pop. L’album – che si può scaricare gratuitamente sul sito del gruppo o ascoltare in streaming su soundcloud – contiene 7 brani.
A Common Poetry e Velvet Shoulders – rispettivamente ad aprire e chiudere Beg for More – sono i pezzi più convincenti. Nel primo l’eredità new wave è immersa in un mare di arpeggi elettronici stile Crystal Castles; nel secondo a dominare è la voce riverberata e distorta. Il resto del disco è pieno di buone intenzioni e “difetti di gioventù”.
La title-track è un prodotto grezzo da limare: l’impressione è che ci siano troppi suoni e che i vari elementi non siano ben “sintonizzati” tra loro. Lo stesso si potrebbe dire di A Sickness Called Faith. Pur non “spaccando”, Beg for More è un’interessante opera prima. Spetta ai Modern Blossom affinare quanto di buono c’è nell’album.
Questa è A Common Poetry
Altro nome nuovo è quello dei Red Button, progetto nato meno di un anno fa. In My Room è l’Ep d’esordio, composto da 5 brani (scaricabile dalla netlabel Stato Elettrico). Minimo comun denominatore del lavoro è la matrice punk, rivisitata alla luce dell’elettronica dell’ultimo decennio (dall’electroclash alla tech-house fino alla nu-rave più recente).
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