Review
Letizia Cesarini (Pesaro, 1987) con gli occhiali da sole Maria Antonietta, presenta la sua prima festa musicale tra rabbia e riflessioni post-adolescenziali in un album che porta il suo nome, grezzo ma ben strutturato, descrivendo quanto era bello quel suo momento in cui non aveva capito un cazzo della vita.
Una vocina deliziosa a tratti delicata, a tratti una Carmen Consoli sotto acido, delinea per inciso le righe tematiche dell’opera. Nella prima parte dell’album, riflessiva e malinconica, la tizia in questione prende saliva, per svelarci la sua menzogna in Maria Maddalena, brano acustico splendidamente accompagnato dal violoncello, che apre la seconda parte dell’album, decisamente meno morbida, e che insegue una feroce galoppata sul basso che rimbalza tra le chitarre stridenti di Santa Caterina schiantandosi contro “la sua incapacità di accettare la realtà” nell’estate ‘93.
Il motore di tutto l’album è la parafrasi del disordine adolescenziale, delle insicurezze, del perseverare negli errori che, decantati a squarciagola, stornano un prodotto interessante dallo stile variegato ironicamente pop, un rock piacevole all’ascolto, con quel retrogusto punk adatto ad accompagnare le torbide giornate estive.
Unica pecca forse una certa ridondanza negli argomenti e l’incapacità a dir Stasera ho da fare. L’album vanta la produzione artistica di Dario Brunori, assiduo chitarrista nella maggior parte delle tracks. Scommettiamo con un bel 4 su 5, fiduciosi che all’uscita del secondo album Maria Antonietta vanterà numerose groupies.
- Questa è la mia festa
- Con gli occhiali da sole
- Estate ‘93
- Quanto eri bello
- Saliva
- Maria maddalena
- Santa Caterina
- Stasera ho da fare
- Stanca
- Motel
- Tu sei la verità io no
- Alla felicità e ai locali punk
Potrebbe interessarti:






