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Probabilmente ne avranno fin sopra i capelli di sentirsi dire che la loro musica è “fresca” o che il loro sound è molto inglese, ma in fondo i pavesi The Last ProjectCarlo Cazzani (lead guitar), Francesco Capacchione (drums) Marco Saracino (bass) e Francesco Quaranta (vocals) – sanno benissimo che questi sono i punti di forza del loro Futurephobia. Molto distanti dalle sonorità e dalle mode tipiche di buona parte dell’indie italiano, la band regala un disco dal beat accattivante e godibilissimo in tutte le otto tracce che lo compongono.

Sin dall’iniziale title track risulta subito evidente la lezione di gruppi come Cure, Arctic Monkeys, The Strokes, White Lies o Vaccines, che non si rivela però un puro copia e incolla ma anzi, dà vita a un’ottima sintesi di new wave e rock che ha i suoi punti di forza, secondo chi scrive, nel beat e nei cori di Angry Smile, nell’energico incedere e nel basso di Useless Boundaries e nelle tastiere vintage di W-eight che tanto sanno di Depeche Mode agli esordi.

Futurephobia non è niente di rivoluzionario ma è un lavoro ben suonato ed arrangiato che trasuda passione e divertimento, tutte cose che di questi tempi sono delle autentiche rarità. Purtroppo per loro, i The Last Project condividono la sfortunata sorte di migliaia di altri gruppi del nostro paese, quella cioè di dover lottare per emergere in un contesto chiuso e penalizzante che sempre più privilegia i divi per 16 enni o quelle bizzarre creature con occhialoni e nomi stupidi che popolano la scena indie italiana.









Se consideriamo poi che l’unico grande festival che organizza un contest per gruppi emergenti è l’Heineken Jammin’ Festival (ex grande festival, ormai deludente carovana itinerante) che al solo confronto con le kermesse musicali di Glastonbury, Reading o dell’isola di Wight non può far altro che impallidire, si capisce come la rete diventi una fondamentale ancora di salvezza per tutti i gruppi fuori dal mainstream.

Chiudendo con il classico in bocca al lupo auguriamo ai quattro ragazzi lombardi di riuscire a sfondare con il loro rock dal sapore british.

Qui il link per soundcloud.
Qui il myspace del gruppo.
Qui il tumblr.

Questo è il nuovissimo video di Heaven’s Dope:

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Dino C.