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Musica

16 aprile 2012

MDNA – Madonna – 2012

madonna

La prima tentazione dopo aver ascoltato questo MDNA è stata quella di inserire Madonna nella nostra rubrica C’era una volta un artista. Non ci è sembrato però il caso di fare uno sgarbo simile all’icona pop femminile per eccellenza (con buona pace di Lady Gaga e simili) ed abbiamo così preferito optare solo per la bocciatura di un disco deludente che forse nasce dall’esigenza di riproporsi sulle scene dopo una pausa di quattro anni dal poco fortunato Hard Candy, e dalla necessità di non finire nel dimenticatoio vittima della frenesia con cui le leggi di mercato generano nuovi mostri di vendite.

Il dodicesimo lavoro in studio della 54enne popstar può essere anche considerato un’audace sperimentazione che se da un lato sancisce l’abbandono definitivo della vecchia pop dance in favore di sonorità elettroniche che oscillano dalla house music alla techno (determinanti a tal proposito si rivelano le collaborazioni con i dj Martin Solveig, Benny Benassi e William Orbit), dall’altro vede la riproposizione delle antiche frivolezze da “Bubblegum pop” in stile Like A Virgin. Il mix che ne viene fuori è però abbastanza letale. Se si escludono Girl Gone Wild (l’unico pezzo dance degno della Madonna dei vecchi tempi), le atmosfere celtiche di Falling Free (interessante novità) e la ballad Masterpiece (niente di fenomenale ma quanto meno ascoltabile), il resto dell’album non offre nessun altro spunto degno di nota.









Se Give Me Your Love, primo singolo estratto dal disco, ci fa intuire che “ingenuità giovanili” ed electrodance sono un accostamento pessimo, Superstar e la sua atmosfere da 15enne liceali con tanto di treccine e chewing gum ce ne da piena conferma e fa brillare gli occhi al solo ricordo di capolavori neanche tanto lontani come Frozen (solo per citarne uno). Tutte le varianti dance pop proposte nel disco come la techno di I’m Addicted e Some Girls, la house di Turn Up The Radio e Gang Bang, l’hip hop di I Don’t Give A e l’R&B di I Fucked Up non rendono giustizia ad una cantante che ha sempre anticipato stili e tendenze e che stavolta sembra volersi abbassare al livello di una Britney Spears qualunque.

Non ci permetteremmo mai di celebrare il funerale di Madonna Veronica Louise Ciccone ma c’è purtroppo da constatare come quella sorta di misticismo e quel clamore che prima suscitava, ogni sua uscita, ogni sua performance e perché no, ogni suo matrimonio, appartengono oggi a “Germanotte” e Beyoncè varie.

Siamo però convinti che la nostra amata star, attesa quest’estate a Roma, Milano e Firenze, tra dischi in edizione deluxe (sic) e biglietti per i concerti che arrivano a costare fino a 172 euro abbia di che consolarsi.

Questa è Madonna con un look alla Marlene Dietrich nel suo secondo singolo Girl Gone Wild

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