“Il mio destino ebbe inizio con un enigma: Tra mille anni, Gandahar era distrutta, e tutti i suoi abitanti massacrati. Mille anni fa, Gandahar sarà salvata, e ciò che non si può evitare, sarà”.
Dopo un’immemore pace, la viva terra di Gandahar viene attaccata da un esercito di oscuri e inarrestabili automi di metallo. Sylvan, principe incaricato di scoprire da dove vengono gli Uomini di Metallo e come sconfiggerli, incontra l’unico collegamento con il DNA di questi nemici indistruittibi: il gigantesco Metamorfosis, enorme cervello costruito anni addietro nei laboratori di Gandahar e abbandonato in mezzo all’oceano, il quale gli rivela che gli automi, per quanto assurdo, provengono dal futuro.
Quel’è il mistero di Metamorphosis? E quale la soluzione dell’enigma che gioca sul tempo e il destino di Gandahar, dettato dai dimenticati mutanti, unici sopravvissuti e veri abitanti di questa terra, errori genetici degli scienziati, condannati all’immortalità?
Mai edito per qualche incomprensibile motivo in Italia, la filosofia e la profondità di questo lungometraggio d’animazione di Rene Leloux sono impressionanti, rendendolo un capolavoro dimenticato al pubblico, ma indimenticabile a chiunque abbia avuto la fortuna di visionarlo in francese e sognarlo per il resto della vita.
Guest post di Janos Mark Szakolczai, da Forint
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