Indie-blog.com
Rassegna indipendente di cinema, musica, letteratura ed arte



Musica

29 luglio 2012

Eric Johnson protagonista della terza serata al San Severino Blues

S

Nel solco della tradizione, la XXI edizione del San Severino Blues offre un cartellone eccellente. Il delizioso paesino nell’entroterra marchigiano da molti anni ormai è in grado, grazie anche al sostegno della provincia di Macerata e della Regione Marche, di attrarre musicisti di grossissimo spessore da tutto il mondo, dando la possibilità anche nella provincia italiana di assistere a show di livello internazionale a prezzi contenuti. L’edizione 2012 offre un programma completamente a stelle e strisce, un percorso tra le capitali della musica americana: Austin, New Orleans, Chicago, New York, che hanno espresso talenti in un amplissimo spettro musicale che va dal jazz al rock passando per il blues e il pop.

L’apertura di quest’anno è stata affidata a Demetria Taylor, stella nascente del panorama blues di Chicago, che il 13 luglio a Pollenza, accompagnata dalla band del chitarrista italiano – ma molto apprezzato soprattutto in America – Luca Giordano, ha ammaliato con la sua voce sanguigna. Il 19 luglio, ancora a Pollenza, è stata la volta di un duo particolare, sempre fortemente blues, ma profondamente intersecato con influenze funk, soul e rock: Mason Casey eccellente armonicista, produttore e turnista incontra Jaime Dolce chitarrista di estrazione hendrixiana, anche lui con prestigiosissime collaborazioni all’attivo.

Il terzo appuntamento è stato anche il primo nella piccola cittadina del maceratese che dà il nome alla manifestazione. Il 22 luglio lo svolgimento del concerto era previsto nello spazio aperto di Largo Servanzi Confidati, ma causa il tempo incerto, il piccolo ma accogliente Teatro Feronia è stato la cornice dell’esibizione di uno dei più importanti chitarristi elettrici contemporanei, Eric Johnson.

Il pubblico occupava tutti gli ordini di posto – alcune decine di persone persino in piedi lungo i contorni della platea – per il concerto clou dell’edizione 2012. L’artista texano, il cui eccezionale percorso con in braccio una sei corde lo ha portato nell’olimpo dei più grandi virtuosi di sempre, ha regalato uno spettacolo qualitativamente e tecnicamente sbalorditivo come sempre, ma molto standard in termini di coinvolgimento, senza fuori programmi o slanci emotivi particolari. Nell’arco di un concerto, l’ipertecnica e la maestria assoluta di shredder di questo calibro allentano fisiologicamente il proprio grip sull’attenzione del pubblico. Tuttavia vedere il chitarrista di Austin è un privilegio.

[Eric Johnson]

L’apertura del concerto è stata affidata alla grintosa e dinamica Fatdaddy, tratta dall’ultimo album Up Close del 2010. Altri eccellenti brani dallo stesso disco sono stati eseguiti perfettamente dalla band: Gem dalla linea melodica classica e rotonda e la robusta Last House on the Block dal sapore distintamente claptoniano. Andando più indietro, Johnson ha pescato nella sua discografia altre pietre pregiate come Texas, brano chiaramente ispirato allo stile del compianto conterraneo Stevie Ray Vaughan (nell’album Venus Isle è inserito il brano S.R.V.), o Mr. P.C., che palesa una decisa influenza jazz, a riprova del poliedrico talento anche compositivo.

Alcuni tra i brani proposti non possono definirsi indimenticabili: è il caso di Friends, brano un pò insipido, cui il cantato del chitarrista dà un po’ di colore in più, da Tones del 1986. Non potevano essere esclusi dalla scaletta i cavalli di battaglia Manhattan e soprattutto Cliffs of Dover, capolavori e punti fermi nella storia della chitarra elettrica. Forse è per l’attenzione che cattura fin dalle prime note, fissate in testa come sono state registrate su Ah Via Musicom (1990), ma stranamente (o forse no) le uniche leggerissime imperfezioni si sono percepite proprio durante l’esecuzione di Cliffs of Dover.

In chiusura, l’encore è stato dedicato a un altro imprescindibile maestro, casualmente ancora un fenderiano viscerale, Jimi Hendrix, con la pregevole esecuzione di The Wind Cries Mary, non sminuita al ruolo di base per sfrenati interminabili assoli, in stile G3 (nel 1996 e nel 2000 Johnson si è unito al progetto di Joe Satriani insieme a Steve Vai, e Red House di Hendrix è tra le tracce registrate su G3: Live in Concert).

Oltre all’inseparabile Strato signature, compagna eletta per la vita artistica, cui però Johnson non disdegna alternare una magnifica Gibson 335 che muta il celeberrimo violin tone, marchio di fabbrica, in un bellissimo suono più profondo e opaco, il frontman americano è accompagnato da Chris Maresh al basso e Wayne Salzmann alla batteria. Lo show nel complesso è stato lineare e tutt’altro che pirotecnico, vuoi per il tipo di artista che mette al centro esclusivamente l’espressività del suo strumento, vuoi per l’ambientazione in un piccolo teatro con quattro fari a creare effetti luminosi non particolarmente elaborati. Ma proprio per la sua “semplicità” ha evidenziato quanto sia efficace nella sua bellezza il connubio tra la buona musica e la bella provincia italiana.

Una nota la merita anche l’apertura del concerto di Johnson, affidata al talentuoso chitarrista Francesco Ricci, che a due passi da casa (Corridonia) ha degnamente onorato la vetrina offertagli, meritandosi gli applausi del pubblico per il suo blues carico e virtuoso. A breve pubblicherà il suo nuovo album. Da seguire…

Potrebbe interessarti:

  1. Caparezza scuote Giffoni durante la terza serata del Neapolis Festival
  2. Play the Blues – Eric Clapton & Wynton Marsalis – 2011
  3. [Audiovisioni] Machine Gun Blues – Social Distortion
  4. Preaching the Blues – The Gun Club
  5. Summertime Blues – Eddie Cochran


About the Author

Diego P.





 
 

 
bob_brozman

La musica del diavolo e il partito repubblicano per Bob Brozman

Vi abbiamo reso testimonianza del concerto di Eric Johnson, evento clou nel cartellone del San Severino Blues Festival. Ad esso sono seguiti altri appuntamenti interessantissimi: The Royal Southern Brotherhood, Jon Regen, Eric ...
by Diego P.
0

 
 
day_tripper

Day Tripper e i tempi moderni (ma non troppo)

C’è un giochino perverso e divertente che potrebbe consumarvi. E’ frutto dei tempi moderni, di Youtube e della facilità di arrivare in pochi secondi all’ascolto dell’intero scibile umano (anche quello ...
by Eugenio N.
0

 
 
eddiecochran2

Summertime Blues – Eddie Cochran

Jimi Hendrix volle che la sua musica fosse suonata al proprio funerale. Paul Mc Cartney fu invitato da John Lennon a unirsi ai Quarrymen solo dopo averlo impressionato con la sua conoscenza di Twenty Flight Rock. Pete Townshed ...
by Diego P.
0

 




0 Comments


Be the first to comment!


Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>