Immagino un suono di organo Hammond, profondamente blues e rotondo per sua natura, alterato dall’ingresso diretto in un amplificatore per chitarra Marshall medioso, scuro, roco, rock.
Sento che brucia se stesso velocissimo come una palla di fuoco, un re veloce stella dell’autostrada, si addensa in ritmiche pesanti come fumo sull’acqua, si abbandona a shuffle pigri e ritmati sentiti mai prima.
Se questo suono avesse sembianze umane, avrebbe un corpaccione imponente, un paio di baffoni incorniciati da folte basette, capelli lunghi e occhiali scuri a goccia o tondi.
Una volta lo abbiamo visto questo suono io e Vincenzo, saliva sul palco montato in fondo alla scalinata dell’Eur, sotto l’imponente Palazzo della Civiltà Italiana, era il 1998 e Vincenzo esclamò «ma quello è Hulk Hogan!».
Hush! Suonano i Deep Purple. On the keybords Sir Jon Lord.
[Mosca 1996]
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Lacrimuccia…