“Celerino figlio du puttana!!!”…
Così cantano i protagonisti di questa prima sul grande schermo di Sollima caricandosi per la battaglia… sì perché il celerino non è un semplice lavoro, è una battaglia continua, dentro e fuori dall stadio, in società come in famiglia.
Odiati da tutti… ultrsa, delinquenti, extracomunitari, amici, parenti, mogli e figli!
Una trincea continua che si basa sulla morale della falange romana ( “Solo sui tuoi fratelli puoi contare!”), con tanto di pratiche di iniziazione, nomi di battaglia (Cobra, Negro, Mazinga) e una logica fascista che combatte la violenza con la violenza.
Tratto dall’omonimo romanzo di Carlo Bonini, questa pellicola ci dà un’idea di come allo Stato non interessi il come, né i metodi né tanto meno i motivi, ma solo l’inibizione e il controllo della violenza… e che non fa distinzione tra controllati e controllori quando si mette in dubbio il metodo.
Poliziotti contro tutti, molto spesso anche contro se stessi, disadattati, destabilizzati e fuori controllo.
Alla fine però i tre veterani (Favino-Giallini-Nigro), segnati nell’anima dalla famosa notte della scuola Diaz a Genova nel 2001, dovranno arrendersi alla spina di turno, che non accetterà la micro-legge del gruppo, rimanendo emarginato dagli emarginati. Alla fine… né vinvitori né vinti!
Azzeccata colonna sonora rock firmata The Clash, The Chemical Brothers, Kasabian e co.
Tre stelle e mezzo nel mio personalissimo filmometro!
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